
Dopo queste considerazioni, non si può che essere soddisfatti perché, una volta tanto, venga, seppure simbolicamente, riconosciuto il merito dovuto a chi, per ideali non facilmente rintracciabili nei comportamenti di vita che viviamo, non ha pensato ai rischi, ai pericoli anche per la propria vita ai quali poteva andare incontro… e di rischi, nei ventisei mesi di “villeggiatura” tedesca, l’amico Gigi ne ha affrontate parecchi. La fame, il freddo, le malattie, l’arroganza e la brutalità dei carcerieri, e negli ultimi mesi anche il pericolo delle bombe degli aerei alleati che assediavano Amburgo (ultima sede dopo il trasferimento di campo a seguito dell’arretramento del fronte russo) misero a dura prova la sua resistenza fisica. Resistenza fisica che in uno che ha la consapevolezza di non avere motivi comportamentali dei quali, come soldato, rimproverarsi, gli hanno consentito, nelle prime ore dell’11 agosto 1945 (al termine dei suoi 54 mesi di “avventura” militare), di riabbracciare i suoi familiari e rivedere il poco “rimasto” della Bellizzi di allora, a seguito degli eventi bellici di cui era stato teatro.
Per la Bellizzi di oggi, a Gigi, gli diciamo GRAZIE per l’aiuto che ci hai dato per realizzarla. Ne fanno fede i suoi 24 anni di permanenza nel Consiglio Comunale di Montecorvino Rovella e i 14 nel Comune di Bellizzi.